Rano Raraku, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini
Rano Raraku, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Viaggio all’Isola di Pasqua

Ho passato quasi una settimana all’isola di Pasqua. L’isola è uno dei luoghi più sperduti al mondo. Prendete una mappa geografica e osservate la sua posizione vedrete che le terre abitate più vicine si trovano a migliaia di chilometri di distanza. Il luogo abitato più vicino, che si trova a quasi 2.000 km di distanza, è l’altrettanto sperduta isola di Pitcairn dove vivono una cinquantina di persone discendenti degli ammutinati del Bounty. La costa del Sudamerica è a circa 3.500 km di distanza e l’isola di Tahiti si trova a oltre 4.000 chilometri di distanza.

Per raggiugere l’isola di Pasqua ci sono due opzioni: un volo giornaliero da Santiago del Cile e un volo settimanale da Tahiti in Polinesia Francese effettuati dalla compagnia aerea LATAM. Entrambi i voli hanno una durata di 5/6 ore. Comprate con molto anticipo i biglietti aerei da Santiago del Cile all’isola di Pasqua, essi possono costare tra i 300 Euro e fino ad oltre 1.200 Euro. Arriverete all’aeroporto di Mataveri e qui troverete un ufficio dove dovrete comprare il biglietto per il parco nazionale di Rapa Nui. Il biglietto è necessario per visitare l’isola che in gran parte è, fortunatamente, un parco nazionale ben tenuto. Il costo per i non cileni è di 80 dollari americani a persona, la validità del biglietto è di 10 giorni a partire dalla visita del primo sito archeologico. Il biglietto del parco vi permette la visita di ogni sito archeologico dell’isola tutte le volte che volete. Solamente i due siti più importanti: il sito archeologico di Orongo e la cava dei moai di Rano Raraku possono essere visitati solo una volta. Quindi prendetevi tutto il vostro tempo quando visiterete questi due luoghi perché non potrete ritornarci a meno di comprare un nuovo biglietto.

Ricordatevi sempre di portare con voi il biglietto del parco perché ad ogni ingresso ad un sito archeologico vi verrà richesto e sarà timbrato. Ogni sito archeologico ha il proprio timbro, io oltre che sul biglietto mi sono fatto fare i timbri anche su una pagina del diario di viaggio, un bel ricordo dei luoghi visitati. L’aeroporto si trova accanto all’unico centro abitato dell’isola: il villaggio di Hanga Roa. Sull’isola di Pasqua vivono circa 7.000 persone in parte discendenti dagli antichi abitanti polinesiani: il popolo Rapa Nui. L’isola, che ha una forma triangolare, si estende su circa 160 kmq di superficie. Ai tre angoli dell’isola si trovano i tre vulcani principali: il Terevaka, che con 507 metri di altitudine è il più alto dell’isola, il Poike (370 metri) e il Rano Kau (324 metri). Una decina di coni vulcanici più piccoli punteggiano l’interno dell’isola. Il paesaggio dell’isola di Pasqua è brullo, il terreno è in gran parte coperto da arbusti e da bassa vegetazione.

Rano Kau, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Rano Kau, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

L’isola è famosa per le statue di pietra, i moai. Gli antichi abitanti dell’isola di Pasqua hanno edificato centinaia di queste statue enormi che misurano alcuni metri di altezza – l’altezza media di queste statue è di 4 metri, ma la più alta mai eretta arriva a 10 metri. Quasi tutte le statue sono state scolpite nella pietra ricavata dalla cava del vulcano Rano Raraku. In questo luogo ci sono centinaia di moai ancora da terminare, uno di questi moai non finiti misura addirittura 21 metri d’altezza. L’isola è ricca di siti archeologici, praticamente in quasi ogni cumulo di roccia che troverete lungo le coste dell’isola, se osserverete attentamente, riuscirete a scorgere resti dell’antica civiltà che ha modellato i moai.

Quanti giorni soggiornare sull’isola ? Cosiderando dove si trova e il tempo per arrivarci secondo me è bene stare una notte in più che in meno. La maggior parte dei turisti vi soggiornano 3 notti e poi ripartono. Secondo me 3 notti è un periodo troppo breve. Per gli amanti della storia e dell’archeologia una visita a quest’isola è entusiasmante. Le mie 5 notti trascorse sull’isola sono passate in un batter d’occhio, con il senno di poi avrei preferito rimanere una notte in più. Comunque 4 o 5 notti possono bastare per visitare buona parte dei siti archeologici e per entrare in sintonia con l’isola. L’isola a prima vista è brulla e spoglia, ma ti ammalia. Io non riuscivo a smettere di fermarmi ad ogni sito archeologico, ad ogni cumulo di pietre, ad ogni scogliera, ad ogni vulcano.

Ahu Tongariki, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Ahu Tongariki, Isola di Pasqua, Cile. Autore e Copyright Marco Ramerini

Nel villaggio di Hanga Roa fermatevi all’Ufficio Postale a mettere un timbro dell’isola di Pasqua sul vostro passaporto o sul vostro diario. Cercate di passare almeno una domenica mattina nell’isola in modo da assistere alla messa delle ore 9 nella locale chiesa cattolica dove potrete ascoltare i magnifici canti in Rapa Nui, la lingua polinesiana degli abitanti, che è molto simile al tahitiano. Il tramonto andate ad ammirarlo sul mare davanti al gruppo di moai di Hanga Roa dove si trovano le piattaforme di moai di Ahu Tahai, il solitario Ahu Ko Te Riku e il più lontano Hanga Kioe. Da non mancare anche una visita all’interessante museo Antropológico Padre Sebastián Englert dove avrete l’opportunità di approfondire la storia dell’isola e dove potrete ammirare l’unico occhio autentico di un moai.

Tra le cose più spettacolari da vedere in quest’isola sperduta mi è piaciuto molto il cratere del vulcano Rano Kau. Qui è assolutamente da percorrere il sentiero che costeggia il bordo del cratere fino al punto dove incontra il mare e dove le scogliere non permettono di proseguire oltre. Anche il villaggio cerimoniale di Orongo ha il suo fascino. Un altro luogo affascinante è senza dubbio la cava dei moai del vulcano Rano Raraku qui è da vedere l’interno del cratere del vulcano dove si trova un lago e diversi moai e poi le pendici esterne del vulcano letteralmente punteggiate di statue che sembrano funghi che nascono dalla terra vulcanica dell’isola. La spiaggia di sabbia bianca di Anakena, costellata anch’essa da gruppi di moai e ricca di palme, è l’unico luogo dell’isola che richiama ad un isola tropicale. Altro luogo mistico è l’Ahu Tongariki, la più spettacolare piattaforma di moai, dove si trovano 15 moai tra cui il più pesante moai mai eretto che pesa ben 86 tonnellate. Dall’Ahu Tongariki si possono ammirare stupende albe con il sole che nasce proprio dietro i moai. Tra le molte cose da vedere anche la cava dei cappelli dei moai di Puna Pau e gli unici moai rivolti verso il mare, quelli di Ahu Akivi, situati nell’interno dell’isola poco lontano da Hanga Roa. Mi è piaciuto molto anche un trekking che ho fatto nella parte più selvaggia dell’isola, lungo le pendici del vulcano Poike all’estremità orientale dell’isola. Anche la cima più alta dell’isola il vulcano Terevaka è facilmente raggiungibile con una camminata di un paio d’ore.

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